Cambiano i personaggi e i contesti, ma le dinamiche che attraversano la nostra interiorità si ripetono, assumendo ogni volta sfumature diverse. La mostra esplora questo paesaggio invisibile e mutevole, fatto di vette luminose, abissi, pianure in cui fermarsi e mari in cui lasciarsi andare.
Ogni emozione contribuisce a disegnare la geografia della nostra identità, ma riconoscere la propria mappa significa anche imparare a leggere quella dell’altro. Le opere invitano così a percorrere questi territori con curiosità, ascolto e senza giudizio.
Incerte accortezze, come gesti di cura reciproca: attenzioni fragili, mai definitive, attraverso cui riconoscere nell’esperienza altrui qualcosa che ci appartiene. Perché esplorare ciò che siamo può insegnarci anche ad accogliere ciò che l’altro porta con sé.
Rebecca Fritsche
IG | @reillustracose
Rebecca è un’illustratrice e animatrice 2D che vive e lavora a Genova. La sua ricerca nasce dall’esigenza di dare un’immagine a ciò che non sempre riesce a essere detto: emozioni, dinamiche interiori e paesaggi dell’inconscio. Attraverso un immaginario in equilibrio tra ironia e inquietudine, invita lo spettatore a riconoscersi nelle proprie fragilità.
Collabora con festival, editoria e produzioni cinematografiche. Ha preso parte al film Invelle di Simone Massi (2023) e realizza animazioni per film e documentari con il collettivo Kalico Jack.