Biennale d’Arte Sociale e di Comunità

[email protected] – fb | ig @basc_2026

A partire dagli anni ’50 i territori di provincia del nostro paese hanno visto un costante e continuo spopolamento e molti piccoli comuni rischiano ormai concretamente di scomparire per sempre, mentre a molti altri è già successo.

ISTAT stima almeno 1.000 “ghost town” sul territorio italiano, e sono 4000 i Comuni che, ad oggi, vengono considerati a rischio abbandono.

L’ultima fotografia della demografia delle aree interne è stata scattata dall’Istat nei primi mesi del 2024 e indica la redistribuzione costante della popolazione italiana verso i centri urbani più grandi. Il fenomeno è motivato soprattutto dalla vicinanza a servizi pubblici e privati, a stazioni ferroviarie e reti autostradali, dalla presenza di infrastrutture digitali e occasioni di lavoro.

Oggi, nelle “aree interne” italiane, risiedono circa 13 milioni e 300mila persone, ovvero un quarto della popolazione italiana.

Di questi, 4,6 milioni (il 7,8%) vivono in comuni definiti “periferici” e 700 mila (l’1,2%) in quelli definiti “ultraperiferici” e più svantaggiati. Negli ultimi dieci anni è continuato il calo dei residenti nelle “aree interne” e dal 1° gennaio 2014 al 1° gennaio 2024 la perdita è stata vistosa con il 5% di popolazione in meno, e il declino demografico più evidente nelle “aree periferiche” con un meno 6,3%, e in quelle ultraperiferiche con un meno 7,7%.

La desertificazione è accelerata in tandem con l’invecchiamento della popolazione, mentre i progetti di ripopolamento restano sulla carta e le amministrazioni comunali resistono con piante organiche all’osso e uffici tecnici quasi vuoti.

D’altra parte non è affatto facile strutturare dei progetti di ripopolamento, perché lo spopolamento è, in definitiva, solo la punta dell’iceberg di una serie di problematiche sommerse e interconnesse tra loro. Sarebbe quindi necessaria una risposta che preveda interventi strutturati e mirati su più fronti. Partendo, forse, dall’ascolto delle necessità delle comunità e delle persone che animano e popolano questi territori. Con una priorità ad azioni che riguardino la tutela (del territorio, delle comunità, delle persone) ancor prima che la ricerca di fonti di reddito o il tentativo di innescare azioni rigenerative.

Il progetto BASC, acronimo di Biannale d’Arte Sociale e di Comunità nasce sulla base di queste considerazioni in seguito all’esperienza portata avanti dal nostro STAFF con il Ricarica Foto Festival nei territori della bassa Mantovana. Siamo operatori del mondo dell’arte, della cultura e della comunicazione che hanno scelto di occuparsi di questi territori mettendo a disposizione le proprie competenze in un’attività senza scopo di lucro che ha l’obiettivo di dare vita a processi volti favorire la coesione sociale, l’integrazione, la rigenerazione di spazi, la formazione e l’approfondimento.

Forse una goccia in un mare di azioni che andrebbero messe in campo e che solo in modo sinergico potrebbero portare a dei risultati tangibili, ma l’esperienza concreta delle due edizioni del Ricarica Foto Festival ci ha permesso di toccare con mano i risultati che questo impegno può effettivamente portare all’interno delle comunità.

L’arte e la cultura possono essere il motore di un cambiamento reale? Sentiamo di poter rispondere che sì, possono esserlo, senza ombra di dubbio.

Ma facciamo un passo indietro: Il Ricarica Foto Festival ha impegnato il nostro gurppo di lavoro per 4 anni e aveva come primo obiettivo quello della riattivazione di spazi dismessi e/o sottoutilizzati. L’installazione di mostre e la realizzazione di eventi culturali (perlopiù focalizzati sul mondo della fotografia e delle immagini) ci ha permesso di centrare l’obiettivo, riportando alla vita comunitaria (seppur spesso in modo temporaneo) diversi luoghi e spazi nei territori dell’Oltrepò Mantovano e del Destra Secchia.

Ci siamo però presto resi conto che il reale focus delle nostra attività riguardava le persone e che senza le persone e le comunità la rigenerazione di spazi e luoghi era destinata a trasformarsi in una serie di azioni confinate, estemporanee e sterili. Con questa nuova consapevolezza fin dalla, fine della prima edizione del RFF, abbiamo così deciso di aprire un cantiere/laboratorio permanente, che è rimasto attivo fino all’ultima e successiva edizione conclusa a Settembre 2024.

Questo cantiere/laboratorio ci ha permesso di entrare maggiormanete in contatto con le persone e le comunità attraverso la realizzazione di laboratori, momenti di formazione, momenti di incontro/confronto, attività con le scuole, attività in collaborazione con altre realtà/enti che operano sul territorio, progetti specifici nati con l’intento di valorizzare l’attività di realtà con un’importante fuzione sociale.

Al termine dell’edizione 2024 del RFF era chiaro a tutte e tutti noi la definizione di Foto Festival era diventata ormai troppo stretta: sia per una naturale propensione del festival ad aprirsi ad altri linguaggi e forme, sia per una necessità di avere a disposizione molteplici strumenti espressivi e artistici. BASC è dunque l’evoluzione naturale di un progetto che vuole essere maggiormente inclusivo, pervaso di contaminazioni e con una caratterizzazione più incisiva e coerente con quanto effettivamente stiamo realizzando sul campo.

Quali sono gli obiettivi del progetto?

BASC vuole essere un cantiere d’arte e cultura in costante movimento e vorremmo raggiungere degli obiettivi importanti e ambiziosi:

  • Offrire opportunità di formazione in ambito artistico / culturale in collaborazione con enti / comuni e scuole.
  • Svolgere funzione informativa su ciò che accade nei territori della provincia di Mantova in ambito culturale e artistico.
  • Accompagnare e fornire strumenti per la fruizione e la lettura di prodotti artistici.
  • Gestire momenti di fruizione di gruppo e in gruppo.
  • Realizzare esposizioni artistiche, attività laboratoriali e incontri di approfondimento.
  • Favorire processi di integrazione e rafforzamento del tessuto sociale delle comunità.  

Il tutto sviluppato in cicli tematici di durata Biennale che possano dare il giusto passo e la giusta cadenza alle attività e che possano culiminare in una nuova edizione BASC (la prima è  prevista a Settembre 2026) come prodotto naturale dei percorsi sviluppati nei mesi precedenti e con l’innesto di nuovi autori ed autrici del mondo dell’arte e della cultura che ci aiuteranno a portare avanti le azioni di rigenerazione di spazi fisici, così come da radice del RFF.

Vorresti supportarci o far parte di questo progetto?

Per raggiungere tutti questi obiettivi avremo bisogno di nuove competenze, supporto e professionalità specifiche. In particolare:

  • Esperte/i di bandi e progettisti.
  • Espert* del settore culturale e artistico.
  • Formatrici e formatori.
  • Esperte/i del mondo della comunicazione.
  • Volontarie e volontari per svolgere azioni pratiche e di segreteria.
 

Se vuoi maggiori informazioni sul progetto puoi scrivere a [email protected] e potremo rispondere a tutte le tue domande.

A breve, annunceremo un incontro informativo per illustrare il progetto e i prossimi step a tutte e tutti. Rimani quindi sintonizzata/o sui nostri canali web e social.

Il percorso BASC è appena iniziato!