Nel quotidiano vivere ignoriamo il destino dei gesti. Alcuni, così lievi da non lasciare traccia, sono capaci di mutare il corso invisibile delle cose.
La fotografia appartiene a quell’ordine silenzioso. Interrompe il tempo senza arrestarlo e trattiene un istante che, mentre viene fissato, è già perduto. Due corpi si avvicinano; non sappiamo se si riconoscano o se si inventino l’un l’altro ma per la durata di uno sguardo condividono la stessa fragile dimora.
Ogni immagine custodisce un paradosso: ciò che mostra è irrimediabilmente passato; ciò che continua a interrogarci appartiene ancora al presente. Forse la cura è questo: l’istante in cui due fragilità cessano di opporsi e senza vincersi si concedono una forma comune.
Le fotografie di questa serie ne trattengono la traccia, come si conserva il ricordo di un sogno di cui al risveglio è rimasta soltanto una luce.
Elisa Bresciani
IG | @elisa_bi_81
Nata a Viareggio negli anni Ottanta, ho una formazione in neuroscienze e un continuo percorso di ricerca intorno all’essere umano e alle forme invisibili che abitano la coscienza.
Dopo gli studi, il caso e la necessità mi hanno concesso la fortuna di camminare nei boschi per lavoro; ho imparato ad ascoltare il silenzio e trovato un contatto con la dimensione spirituale.
Le mie immagini nascono dall’incontro tra intenzione e imprevedibilità. Attraverso il ritratto e l’autoritratto indago ciò che rimane sospeso lasciando che ogni fotografia conservi una parte indefinita, aperta allo sguardo e al mio stesso stupore, fatta di simboli, attese e apparizioni.